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IL DIARIO · 2025-06-30

Mennea e la vibrazione della resilienza: un'esperienza educativa tra cinema e consapevolezza

Mennea e la vibrazione della resilienza: un'esperienza educativa tra cinema e consapevolezza

Ci sono storie che non si ascoltano con le orecchie, ma con le fibre più intime del sentire. La corsa di Pietro Mennea è una di quelle: silenziosa, ostinata, profonda, che dimostra che la forza non sta solo nei muscoli, ma nella volontà che resiste anche quando tutto il resto vacilla.

Nel percorso di didattica vibrazionale che porto avanti con i miei studenti, ho sempre cercato strumenti che non solo trasmettano contenuti, ma che risuonino interiormente, suscitando domande, emozioni, consapevolezze. Il cinema, in questo senso, rappresenta per me una forma meditativa potente: un viaggio simbolico, emotivo e cognitivo che può diventare occasione di crescita autentica, soprattutto se accompagnato da uno spazio di riflessione condivisa.

La scelta del film e dei valori che trasmette

La scelta di proporre alla classe il film "Pietro Mennea – La freccia del Sud" si fonda su più livelli di motivazione. In primo luogo, il racconto della vita di Mennea racchiude valori universali legati all'impegno, alla resilienza, alla disciplina interiore, all'ispirazione e alla possibilità di costruire il proprio futuro con determinazione. Si tratta di elementi chiave che ritengo centrali anche nell'educazione vibrazionale, dove il concetto di vibrazione non si limita a quello energetico o emozionale, ma comprende anche la risonanza interiore che una storia può attivare.

Tra i valori che emergono dalla storia di Mennea, ritengo particolarmente utile e attuale quello della resilienza: quella straordinaria capacità di affrontare le avversità, superare gli ostacoli e trasformare le difficoltà in opportunità per crescere e migliorarsi. È come una sorta di forza interiore che ci permette di adattarci e trovare nuove strade, anche quando tutto sembra remare contro. In pratica, è un mix di positività, adattabilità e determinazione.

Per mia esperienza personale, posso dire che la resilienza è una qualità che ho dovuto allenare più volte nella vita, in ambiti diversi, professionali e non solo. Anche nei contesti più sfidanti, questa forza silenziosa ha rappresentato un appiglio, una bussola che mi ha permesso di non cedere, ma di trasformare ciò che sembrava un limite in una possibilità.

Per questo motivo, ho ritenuto fondamentale iniziare a coltivare nei miei studenti la consapevolezza della resilienza, una qualità che troppo spesso ho visto mancare nei momenti di difficoltà. Accade di frequente che, di fronte a un insuccesso, alcuni si lascino abbattere o credano di non avere alternative e rinuncino a riprovare. Ma proprio in quei momenti, la resilienza può fare la differenza: non come negazione della fatica, ma come possibilità di trasformarla in forza evolutiva.

Sulle orme di Mennea, per coltivare la resilienza attraverso il cinema

In secondo luogo, la figura di Mennea si presta a letture interdisciplinari: dal punto di vista storico (il contesto sociale e sportivo dell'epoca), da quello scientifico (l'allenamento, il corpo, la biomeccanica del gesto atletico), ma anche dal punto di vista etico e motivazionale. Per questo motivo, ho strutturato un'attività che integrasse visione guidata, schede di riflessione e confronto, in modo da dare agli studenti diversi canali per accedere al contenuto e farlo proprio.

Il cinema, inteso come pratica meditativa, diventa così uno strumento per lavorare sulla consapevolezza, sull'empatia e sulla capacità di mettersi nei panni dell'altro. Guardare un film insieme, con lentezza e attenzione, è per me un atto educativo che si avvicina alla contemplazione: richiede presenza, sospensione del giudizio, disponibilità a lasciarsi toccare.

Un percorso guidato tra le scene di Mennea

Per facilitare il lavoro di riflessione, ho creato un ambiente didattico digitale riservato attraverso Google Sites nel quale gli studenti potevano rivedere brevi spezzoni del film (della durata di uno o due minuti), ciascuno dedicato a un valore chiave come motivazione, resilienza, ispirazione o successo.

Ogni studente era libero di scegliere il valore che più sentiva affine o interessante, rivedere la scena ad esso associata e sviluppare una propria riflessione scritta partendo da una serie di spunti guida. Si trattava di un’attività pensata per stimolare il pensiero critico e la consapevolezza personale, attraverso l’uso del cinema come specchio interiore.

Occhi rapiti, occhi distanti: reazioni a confronto

Durante la visione del film ho potuto osservare una gamma molto ampia di reazioni. In alcuni studenti, notavo gli occhi fissi sullo schermo: erano completamente assorbiti dalle scene, coinvolti emotivamente e, forse, toccati profondamente dal messaggio che Mennea incarna. In quei momenti, vedere quello sguardo rapito è stato per me come assistere al silenzioso germogliare di una vibrazione interiore.

In altri casi, invece, l’effetto è stato opposto: espressioni di fastidio, distacco, quasi disprezzo. Come se la figura del protagonista, brillante e vincente, risultasse per loro troppo distante, quasi irritante. Alcuni di questi studenti alternavano l’attenzione al film con l’uso distratto del cellulare, persi in videogiochi elementari e ripetitivi. Non si trattava, credo, di semplice disinteresse, ma di un vero e proprio disagio nel confrontarsi con un modello percepito come irraggiungibile: è come se la loro frequenza vibrazionale fosse troppo distante da quella di Mennea della resilienza per poterci entrare in risonanza.

Diverso è stato l’approccio osservato in una seconda classe, composta da studenti con un forte senso del dovere. In quel contesto, la visione è stata vissuta quasi come una lezione vera e propria: alcuni prendevano appunti, altri seguivano con serietà e rispetto, dimostrando un atteggiamento ricettivo e concentrato.

Nonostante queste diversità di risposta, il lavoro continua, con uno sguardo fiducioso e attento. A volte il seme non germoglia subito, ma rimane nel terreno in attesa del momento giusto. E la vibrazione di un'idea, di una storia, di una figura come Mennea, può restare silenziosa a lungo prima di cominciare a risuonare davvero.

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